Brutti i postumi di una sbornia, vero? La testa gira, ti senti affaticato, assonnato, rallentato. Troppi shottini per qualcuno, troppi bicchieri di vino per qualcun altro. Amante della birra? Ti capiamo. Eppure non solo l’alcool può lasciare così, storditi e a terra dopo aver esagerato ad una festa o dopo una serata in cui la tristezza ha preso il sopravvento. C’è un tipo di sbornia tutto emotivo dove, a prendere il posto dei drink, ci sono le emozioni più forti. Hangover emotivo: cos’è, quali rimedi ci sono e come prevenire un post sbornia emozionale.
Scopriamolo insieme.
Hangover emotivo significato

Dopo che abbiamo vissuto un momento particolarmente intenso, la nostra mente può sentirsi in sovraccarico. Prova a pensarci: c’è stato nella tua vita un evento così significativo da lasciarti spossato subito dopo? Possono essere eventi felici come la tua laurea o il tuo matrimonio, la nascita di un figlio o la realizzazione di un sogno che avevi nel cassetto da molto tempo e, finalmente, sei riuscito a concretizzare. Oppure sei rimasto particolarmente colpito da un evento molto difficile come un lutto, la rottura di una relazione, un incidente.
Che si tratti di un evento positivo o negativo, il giorno dopo si può presentare questa “sbornia emotiva” che non è molto distante dai sintomi di un’ubriacatura. Ecco un hangover emotivo cos’è. Non per niente il significato della parola “hangover” è proprio postumi della sbornia.
Hangover emotivo come riconoscerlo?
Abbiamo paragonato l’hangover emotivo ai sintomi di una sbornia ma, se la “sbronza classica” è molto più facile sia da prevedere che da riconoscere, non è proprio lo stesso per quella emotiva. Perché niente è semplice quando parliamo di emozioni. Subito dopo un picco di emozioni forte potresti sentirti:
- Esausto. Ti senti senza energia sia mentale che fisica.
- Confuso. Sei distratto e fai fatica a concentrati anche sulle piccole cose.
- Affaticato. Hai mal di testa, di stomaco, nausea o malesseri generali.
- Assonato. La testa è pesante e senti che devi proprio distenderti e dormire qualche ora.
Il tuo equilibrio emotivo è stato messo alla prova e questi sono i risultati. Ma tranquillo: è tutto normale. Lo dice anche la scienza.
Hangover emotivo secondo Nature Neuroscience

L’hangover emotivo non è una moda del momento o una scusante per un comportamento strano dopo un “evento forte”. È – invece – uno stato fisiologico reale e misurabile che influenza anche la nostra memoria a lungo termine. Lila Davachi, professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze della New York University, ha condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, dove l’hangover emotivo è preso in causa anche in relazione alla memoria. La dott.ssa Lila Davachi spiega:
“Il modo in cui ricordiamo gli eventi non è solo una conseguenza del mondo esterno che sperimentiamo, ma è anche fortemente influenzato dai nostri stati interni – e questi stati interni possono persistere e influenzare le esperienze future. […] “L’emozione è uno stato d’animo. Questi risultati chiariscono che la nostra cognizione è fortemente influenzata dalle esperienze precedenti e, in particolare, che gli stati emotivi del cervello possono persistere per lunghi periodi di tempo.”
Il test condotto su un campione di soggetti è stato piuttosto semplice: ad un gruppo di persone sono state mostrate delle immagini emotive che provocavano eccitazione, ad altre immagini neutre, ordinarie. Il risultato è che gli stati cerebrali associati alle esperienze emotive continuavano per 20-30 minuti e la memoria di questo gruppo di soggetti era migliore rispetto a quella dell’altro gruppo non stimolato. Per citare la dott.ssa Lila Davachi:
“Vediamo che la memoria delle esperienze non emotive è migliore se si verificano dopo un evento emotivo”.
Un test da fare al volo
Cosa stavi facendo durante l’11 settembre? È bastato leggere “11 settembre” senza neppure l’anno di riferimento e già la mente è andata all’attentato alle Torri Gemelle. Un evento che, pur non avendolo vissuto in prima persona, ha segnato tutti. Quella scossa emotiva non ci farà mai più dimenticare quello che stavamo facendo in quel preciso momento.
Ecco che l’hangover emotivo si presenta anche qui, toccando la nostra memoria.
Hangover emotivo come prevenirlo?
Prevenire l’hangover emotivo è possibile. Certo, se l’evento è improvviso come un lutto inaspettato o, preferibilmente, una fantastica notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno (te lo auguriamo!) prevenire l’hangover emotivo è piuttosto difficile. Ma, se conosciamo a fondo noi stessi, possiamo correre ai ripari prima di piombare in uno stato poco simpatico come l’hangover.
Per questo è importante:
- Meditare. Fermarsi e prendere del tempo per ascoltarci è sempre un buon modo per entrare in contatto con le nostre emozioni.
- Fare journaling. Scrivere nero su bianco quello che proviamo è un’ottima pratica quotidiana che può aiutarci a superare momenti difficili.
- Respirare a fondo. Mantieni la calma e torna ad essere padrone di te stesso. Un punto difficile, lo sappiamo, ma se riesci a non perdere il controllo sei a cavallo.
Yoga, passeggiate, coccole per farci sentire meglio… l’hangover emotivo è uno stato passeggero che se ne andrà più facilmente se ti prenderai cura di te. Aspetta e datti tempo.
Hangover emotivo vs esaurimento nervoso

Come dicevamo, l’hangover emotivo è un momento passeggero, una condizione in cui tutti – prima o poi – possiamo trovarci. Ma, se il tuo malessere non passa, non esitare a parlarne con uno specialista. Superare un lutto, ad esempio, non è facile e potresti sentirti così svuotato e preoccupato da aver bisogno di più tempo e più assistenza per superare il momento. Anche diventare genitori può essere uno stress da non sottovalutare affatto: un’emozione che ha bisogno di essere ascoltata e capita.
Quindi, se dopo pochi giorni la tua energia non torna e ti sembra di star entrando in un loop di stanchezza e stress, rivolgiti ad uno psicologo: ascoltati e prenditi cura di te.
Conclusioni
“Quando trattiamo con la gente, ricordiamo che non stiamo trattando con persone dotate di logica. Noi stiamo trattando con creature dotate di emozioni.”
Dale Carnegie
Noi tutti siamo fatti prima di tutto di emozioni. E queste emozioni a volte ci travolgono come un treno in corsa, ci opprimono come un macigno sul petto, ci sorprendono come un fiore che sboccia nel cemento o come un gancio destro che ci arriva dritto sul naso (dipende se è una sorpresa bella o brutta per noi). Saper reagire alle emozioni più forti non significa soffocarle o non provarle con la stessa intensità, ma significa non lasciarci travolgere dagli eventi e vivere meglio la nostra vita.
Continua a seguirci.












