Doomscrolling: cos’è e perché evitarlo

Oggi l’informazione è disponibile 24 ore su 24 e accessibile con un semplice tocco sullo schermo. Quindi è davvero facile cadere nella trappola del doomscrolling. Con questo termine si indica l’abitudine compulsiva di scorrere notizie negative. È chiaro: si tratta di un comportamento che può diventare deleterio per il benessere psicologico. Ma cos’è il doomscrolling esattamente? Perché è importante evitare il doomscrolling? E quali sono gli effetti del doomscrolling sulla nostra salute mentale? Qui approfondiamo il fenomeno in ogni suo aspetto: dalle cause alle conseguenze, fino ai rimedi per combatterlo.

Difatti, nella pratica, il doomscrolling non è semplicemente un’abitudine innocua. Ma un ciclo negativo che può intensificare stati d’ansia. Può portare a isolamento sociale e persino compromettere la qualità del sonno. Attenzione: evitare il doomscrolling non significa ignorare la realtà o smettere di essere informati. Implica, piuttosto, l’imparare a gestire in modo più consapevole il proprio rapporto con le notizie. Occorre filtrare i contenuti tossici e dedicare tempo anche a ciò che nutre mente e spirito.
Spieghiamo meglio cos’è il doomscrolling, perché è così diffuso e quali sono i suoi effetti.

Cos’è il doomscrolling

doomscrolling

Il termine “doomscrolling” deriva dall’unione di due parole inglesi. Più precisamente da: doom (rovina, catastrofe) e scrolling (scorrere). Indica quindi l’atto di scorrere in modo ossessivo contenuti e notizie negative. In particolare attraverso smartphone, tablet o computer.
Questo comportamento è diventato sempre più frequente. Soprattutto nei periodi di maggiore crisi globale. È sufficiente pensare al periodo della pandemia da COVID-19 o ad alcuni degli eventi geopolitici recenti.

Chi fa doomscrolling tende a cercare costantemente aggiornamenti su eventi tragici, conflitti, disastri naturali e crisi economiche. Spesso ciò viene fatto senza rendersi conto del tempo che passa. O ancora, dell’effetto che queste notizie hanno sul proprio stato mentale. Il bisogno di rimanere informati si trasforma in un comportamento compulsivo, una spirale in cui ogni notizia negativa ne alimenta un’altra. Si mantiene alta l’attenzione, ma anche il disagio emotivo.

Il fenomeno si inserisce in un contesto tecnologico dove i social media e i siti di notizie sono progettati per massimizzare l’engagement. Titoli sensazionalistici, notifiche push e feed infiniti creano un ecosistema perfetto per perpetuare il doomscrolling. Tra gli effetti del doomstrolling compare – infatti – una vera e propria dipendenza informativa.

Cos’è il doomscrolling secondo L’Accademia della Crusca?
L’azione di scorrere compulsivamente le pagine di un sito, la bacheca di un social network e sim., alla ricerca di cattive notizie.

Quali sono le cause

Le origini del doomscrolling sono complesse e legate a diversi fattori psicologici, culturali e tecnologici. Uno dei principali meccanismi alla base è il cosiddetto negativity bias. Cioè la tendenza umana a prestare maggiore attenzione agli stimoli negativi rispetto a quelli positivi. Questa inclinazione, utile in epoche primitive per riconoscere i pericoli, oggi si manifesta come un’attrazione naturale verso le cattive notizie.

A ciò si aggiunge la FOMO (Fear of Missing Out). Ovvero: paura di perdersi qualcosa di importante. La depressione da social spinge molte persone a controllare costantemente le piattaforme di informazione. Gli effetti del doomscrolling sono provocati – in generale – dall’incertezza globale, dall’instabilità economica, dai conflitti e dalla crisi climatica. Tutti questi fenomeni aumentano il bisogno di sentirsi “preparati” a quanto potrebbe accadere.

Infine, le piattaforme digitali contribuiscono a rafforzare questo comportamento. Senza porsi il problema di cos’è il doomscrolling. Gli algoritmi sono progettati per mostrare contenuti simili a quelli con cui abbiamo già interagito. Di conseguenza, se leggiamo notizie negative è probabile che ci verranno proposti altri contenuti simili. Tale spirale alimenta un circolo vizioso che può essere difficile da interrompere.

Quali sono gli effetti del doomscrolling

Gli effetti del doomscrolling sono molteplici. Possono manifestarsi tanto sul piano psicologico quanto su quello fisico e sociale. Uno dei principali è l’aumento dell’ansia. Esporsi costantemente a notizie preoccupanti mantiene il cervello in uno stato di allerta perenne. Quindi aumentano i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Questa condizione può generare attacchi di panico, agitazione costante e disturbi d’ansia generalizzati.

Tra i più comuni effetti del doomscrolling c’è la depressione. Quando si accumulano solo contenuti negativi, si può sviluppare una visione distorta della realtà. Fatta solo di pericoli e problemi. Vengono alimentati – così – sentimenti di impotenza, tristezza e disperazione. Le persone possono iniziare a sentirsi sopraffatte e incapaci di reagire.

Non è finita. Il doomscrolling influisce anche sul sonno. L’utilizzo eccessivo di dispositivi elettronici, soprattutto prima di andare a letto, insieme all’assorbimento di contenuti negativi, può compromettere il riposo, generando insonnia o un sonno disturbato.

Infine, tra gli effetti del doomscrolling c’è persino un impatto sociale negativo. Trascorrere ore sui social o su siti di notizie riduce il tempo disponibile per le relazioni autentiche. Il senso di isolamento cresce. Mentre la dipendenza da informazioni digitali aumenta. È un ciclo che, se non interrotto, può portare a un distacco progressivo dalla realtà e dalle emozioni positive.

Perché evitare il doomscrolling

Evitare il doomscrolling è fondamentale per tutelare la salute mentale. Così come per mantenere un equilibrio emotivo. Il continuo consumo di notizie negative può – infatti – portare a una condizione di stress cronico: la mente resta intrappolata in uno stato di perenne emergenza. Questo compromette il benessere psicologico, ma può avere effetti persino sul corpo, aumentando la pressione sanguigna e abbassando le difese immunitarie.

A lungo andare il doomscrolling riduce la capacità di concentrazione e peggiora la produttività. La mente si distrae facilmente. Si affatica prima e fatica a rimanere focalizzata su compiti complessi. Anche le relazioni ne risentono: chi è sempre assorbito dalle cattive notizie tende a diventare più irritabile, pessimista e meno presente nei confronti degli altri.

Inoltre, dedicare così tanto tempo alle notizie negative impedisce di godere appieno dei momenti positivi. Quindi rallenta la crescita personale e riduce le occasioni di svago e piacere. Evitare il doomscrolling non significa fuggire dalla realtà. Bensì proteggersi da un’informazione eccessiva e mal gestita che, anziché arricchire, riduce il benessere psico-fisico.

Come evitare il doomscrolling

Per evitare il doomscrolling è importante sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio comportamento online. Il primo step consiste nel riconoscere la tendenza a cercare compulsivamente notizie negative e nel decidere di intervenire.
Diamo qualche consiglio pratico:

  1. Impostare limiti di tempo. Si possono utilizzare app per monitorare l’uso dello smartphone e impostare timer che segnalino quando è il momento di disconnettersi.
  2. Definire momenti specifici per informarsi. Ad esempio, 30 minuti al mattino e 15 minuti alla sera, evitando di accedere alle notizie prima di dormire.
  3. Evitare il multitasking informativo. Si tratta di concentrarsi su una fonte autorevole e affidabile, evitando di passare freneticamente da un’app all’altra.
  4. Sostituire l’abitudine con attività positive. Leggere un libro, fare una passeggiata, cucinare, disegnare o praticare sport sono valide alternative.
  5. Favorire contenuti costruttivi. Conviene seguire pagine e account che promuovano il benessere, l’empatia e l’ottimismo.
  6. Praticare mindfulness e meditazione. Queste tecniche aiutano a vivere il momento presente, riducendo l’ansia anticipatoria causata dalle notizie.

Infine, è utile parlare del problema con amici o familiari. L’obiettivo è incoraggiarsi a vicenda per coltivare abitudini digitali più sane. Evitare il doomscrolling è un passo importante verso una vita più equilibrata e serena.

Cos’è il doomscrolling nella psicoterapia

Prina di concludere urge fare una precisazione. Cos’è il doomscrolling nel contesto psicoterapeutico? Ovviamente assume una connotazione clinica più specifica. Tale comportamento viene spesso inquadrato come una strategia disfunzionale di gestione dell’ansia e del bisogno di controllo. La psicoterapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale, offre strumenti efficaci per riconoscere e interrompere questo circolo vizioso.

Durante il percorso terapeutico, il paziente impara a identificare i pensieri automatici negativi che lo spingono a cercare compulsivamente aggiornamenti preoccupanti. L’obiettivo è interrompere la catena stimolo-reazione. Dunque, al posto del clic su una nuova notizia allarmante, si inserisce un comportamento alternativo che riduca l’ansia.

La terapia può anche esplorare il bisogno sottostante di prevedere e controllare il futuro, spesso alla base del doomscrolling. Attraverso tecniche di ristrutturazione cognitiva, esercizi di rilassamento e attività pratiche, il paziente sviluppa una maggiore tolleranza all’incertezza. Quindi anche un miglior equilibrio tra informazione e benessere.

Inoltre, la psicoterapia aiuta a ristabilire confini sani tra la vita digitale e quella reale. Difatti incoraggia la riscoperta di interessi, relazioni e attività offline che nutrono la mente e l’anima. Tutto serve a prevenire e ad attenuare gli effetti del doomscrolling.

Conclusioni

Il doomscrolling è un fenomeno moderno ma profondamente umano. Nasce dal desiderio di sentirsi al sicuro e informati in un mondo complesso e spesso spaventoso. Tuttavia lasciarsi sopraffare da notizie negative può avere effetti dannosi sul nostro benessere mentale ed emotivo. Evitare il doomscrolling non significa chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Ma imparare a selezionare consapevolmente le informazioni a cui decidiamo di esporci.

Conoscere cos’è il doomscrolling, comprenderne le cause e gli effetti del doomscrolling è il primo passo per liberarsene. Imparando a gestire il tempo online, coltivando interessi alternativi e, se necessario, affidandosi a un percorso terapeutico, è possibile uscire da questo ciclo. Quindi è possibile recuperare serenità, energia e concentrazione.

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