Depressione da social: cos’è e come combatterla

Hai mai sentito parlare di depressione da social? Se non vivi in una caverna senza wi-fi probabilmente sì. E forse temi pure di esserci dentro, almeno con un piede. Non saresti il primo e sicuramente non saresti nemmeno l’ultimo. Viviamo da anni in quella che è una grande contraddizione: i social ci connettono col mondo, ma ci fanno sentire anche più soli. Depressione e social vanno, insomma, a braccetto. Senza contare poi dell’eccessiva esposizione ai social: la FOMO. Come combattere la depressione da social? Scopriamolo subito e corriamo ai ripari.

Depressione da social: cos’è?

depressione da social


Molti sono gli studi che indagano su depressione e social. È dal 1995 che si parla di dipendenza da Internet come una vera e propria problematica da non sottovalutare. Con l’arrivo dei social la situazione si è aggravata ulteriormente, fino ad arrivare a parlare di eccessiva esposizione ai social: la FOMO. Ma di questo ne parleremo dopo. La dottoressa Caterina Viganò, medico psichiatra, ricercatore dell’Università degli studi di Milano all’Ospedale Sacco scrive:


La letteratura internazionale è concorde nell’affermare che nel determinismo della dipendenza da Internet come in tutte le dipendenze esiste una vulnerabilità biologica di base. Infatti in queste persone i circuiti cerebrali coinvolti nel meccanismo della ricerca di ricompensa, della gratificazione e del piacere sembrano attivarsi in modo diverso rispetto a chi non sia predisposto. Su questa predisposizione biologica andrebbero poi ad agire fattori psicologici che portano all’uso della rete come unica dimensione comunicativa della propria realtà o come sistema compensatorio ad una realtà poco gratificante.

Perché depressione e social sono interconnessi?


L’uomo è un animale sociale. Lo è sempre stato e sempre lo sarà: questa è la sua natura. I social vengono incontro a questo sua esigenza di socialità alimentando – purtroppo – anche il confronto. Attraverso uno specchio sociale deformato, l’utente più sensibile inizia – infatti – a perdere autostima, a paragonarsi ad altri, a doversi confrontare, nel peggiore dei casi, con un cyberbullismo a cui non era stato preparato.
L’immagine del sé viene quindi storpiata e sminuita: ecco che la depressione da social si fa largo nella mente dell’utente. E le ore passate davanti ad uno schermo aumentano vertiginosamente.

Eccessiva esposizione ai social: la FOMO


Quando si parla di depressione da social non si può non nominare la FOMO, fear of missing out, ovvero la paura di essere tagliati fuori dalle situazioni sociali. Pariamoci chiaro: questa paura è sempre esistita, dall’alba dei tempi. Perché tutti hanno paura di essere esclusi. Tuttavia con i social questo pensiero di esclusione aumenta. E non è l’unico sintomo da depressione da social che possiamo notare.


Eccessiva esposizione ai social: la FOMO e altri sintomi


La paura di essere tagliati fuori non è certo l’unica fissazione dell’utente ormai “drogato” dai social network. Possiamo aggiungere anche:

Depressione e social: come prevenire?

Depressione e social possono essere la faccia della stessa medaglia. Dopo aver letto questo articolo hai capito di avere qualche caratteristica in comune con gli utenti che soffrono di depressione? Non preoccuparti. Ti diamo subito qualche consiglio per iniziare a disintossicarti dai social. Pronto per la dieta detox?


• Il telefono deve stare distante dal letto. Quando vai a dormire lascia il telefono in modalità aereo, in un’altra stanza. Questo ti impedirà di accedere a Facebook e company se hai un momento di insonnia. E non dirci che usi il telefono per vedere l’ora durante la notte: non resisterai a dare un’occhiata anche alle notifiche. Meglio evitare le tentazioni.


Alla mattina non usare i social. Ti sei appena svegliato: devi proprio iniziare a smanettare sullo smartphone? Svegliati con calma, fai colazione, gioca con il tuo gatto, fai un po’ di stretching. Ne hai di cose da fare anche senza quel telefono!


Coltiva i tuoi hobby. Fuori dai social c’è un mondo da vivere: non dimenticarlo mai. Metti prima le emozioni e la vita vera.


Dai il giusto peso alla tua immagine social. Non esagerare, non fissarti sulla tua immagine. Provaci.

Depressione e social, altri consigli per combatterla


Il dialogo con gli amici e con le famiglie nonché l’attività fisica sono i migliori antidoti contro l’overdose da social media. Un’attività sportiva regolare, anche se lieve/moderata, può addirittura alleviare la depressione in 6-12 settimane in chi ne è già colpito.


Elena Bozzola, Consigliere Nazionale SIP, ci ricorda quanto è importante l’attività fisica anche per combattere la depressione da social nonché l’ eccessiva esposizione ai social: la FOMO. Oltre al movimento fisico, è importante fare esperienze off-line (magari teatro) più vere e autentiche. Uscire dall’insalubre comfort zone data dalla bacheca social, porta verso la via della guarigione. Se la faccenda è più grave di quanto pensi è necessario intraprendere un percorso di psicoterapia con un professionista.


Non temere di parlarne con qualcuno: chiedere aiuto è sempre una buona idea.

Depressione da social: qualche lettura per saperne di più


Essere informati sulla depressione da social è molto importante. Magari tu non ne sei affetto in prima persona, ma è indispensabile capire come le prossime generazioni possono affrontare la depressione da social.
Ecco qualche libro interessante sull’eccessiva esposizione ai social: la FOMO, e sulla depressione da social:


La generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli, Jonathan Haidt, Rizzoli editore. Se ti interessa approfondire i risvolti sulla Generazione Z questo è il libro giusto.


Solitudini connesse. Sprofondare nei social media, Jacopo Franchi, Agenzia X Editore. “È troppo facile, oggi, scrivere un libro contro i social: diverso è capire esattamente cosa ci tenga legati a essi, e cosa siamo diventati dopo anni di esposizione quotidiana al loro flusso interminabile di nuovi “post” e tweet da leggere.”


L’attenzione rubata. Perché facciamo fatica a concentrarci. Johann Hari, La nave di Teseo Editore. Una presa di consapevolezza sulle nostre abitudini e capacità di concentrazione.

Depressione da social: conclusioni


Social e depressione: la morale è demonizzare Instagram, Facebook, Tik Tok e compagnia bella? No, non è l’intenzione dell’articolo e non è l’intenzione di medici che studiano questa situazione. Perché la depressione c’è sempre stata, cambiano solo le carte in tavola. Fare chiarezza su una problematica odierna così importante è essenziale per affrontare tutto in modo consapevole.
Se sei depresso, social o non social, chiedi aiuto. Concludiamo con una massima che fa riflettere e ribalta un certo tipo di mentalità:


Tu non sei felice perché stai bene. Tu stai bene perché sei felice. Tu non sei depresso perché ti sono capitati dei guai, ma i guai ti sono capitati perché eri depresso. Tu puoi cambiare i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti, e poi le cose esterne cambieranno per uniformarsi, e non vi è davvero altro modo di lavorare.


Emmet Fox

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